Mortirolo Bike

IL PASSO DEL MORTIROLO o PASSO FOPPA

una sfida, la conquista …del cielo!

Il Passo del Mortirolo (1.852 m), detto anche Passo Foppa, mette in comunicazione sulle prealpi Orobie l’alta Valtellina con l’alta Val Camonica, collegando la provincia di Sondrio con quella di Brescia.

Un po’ di storia
La tradizione vuole che il passo del Mortirolo abbia avuto questo nome dopo che Carlo Magno nel 773 vi sconfisse i Camuni, antico popolo pagano, facendone una strage. Tale leggenda troverebbe conferma nel nome di Motto Pagano, cima che sta di fronte al Mortirolo. Secondo il prof. Remo Bracchi, storico contemporaneo, il nome non ha nulla a che vedere con i morti, ma deriva da mortaro, cioè conca, avvallamento.
L’analogia tra le incisioni rupestri camune e quelle della Rupe magna nel parco di Grosio fa pensare che già in età protostorica le due popolazioni si conoscessero e comunicassero tra loro attraverso questo valico.
Il passo divenne certamente un’importante via di comunicazione tra lo Stato della Serenissima e la Valtellina, dominata dai Grigioni dal 1512 e per oltre due secoli. Numerosi furono i Grosini che emigrarono in cerca di lavoro nelle città venete e ne conseguirono interessanti scambi commerciali e culturali.
Durante la seconda guerra mondiale fu teatro di battaglie tra i partigiani e le truppe tedesche in ritirata verso la Germania.

Un po’ di geografia
La strada – mulattiera e per lo più sterrata fino agli anni ’90 – è ora tutta asfaltata e sempre chiusa durante il periodo invernale.
Il Mortirolo iniziò infatti la sua notorietà a livello mondiale nel 1990, allorquando fu inserito nel circuito del Giro d’Italia.
Chi proviene in auto dal bresciano o dal Trentino raggiunge l’alta Valtellina, scegliendo normalmente il passo dell’Aprica, poichè più agevole e sicuro.
Chi in estate desidera anche gustarsi paesaggi incantevoli tra pascoli, boschi e maggenghi, risparmiando qualche km (per i navigatori satellitari è il percorso più breve), può optare per il Mortirolo (m 1852), facendo attenzione ai numerosi ciclisti che si possono incontrare.

Il Passo si raggiunge da tre diversi versanti:
1• da nord, versante valtellinese:
* da Mazzo di Valtellina (bivio sulla ss 38 dello Stelvio)
* da Grosio ( bivio sulla ss 38 dello Stelvio)
2• da sud, versante Val Camonica, passando per Monno (bivio sulla ss 42 del Tonale e della Mendola, a breve distanza da Edolo
3• da ovest, partendo dall’Aprica (ss 39) attraverso Trivigno

Curiosità per bikers e cicloamatori
Il Mortirolo, a causa delle pendenze molto accentuate e costanti nel suo versante settentrionale, è oggi considerato una delle salite più ardue d’Europa. E’ nel circuito del Giro d’Italia ed è méta di molti cicloamatori che si cimentano nella difficile scalata.
Tra le numerose imprese entrate nella leggenda del ciclismo è sempre un’emozione ricordare la fuga solitaria dell’allora emergente Marco Pantani (1994), che staccò quotati avversari, come Miguel Indurain, Evgeni Berzin e l’amico Claudio Chiappucci.
Il versante nord, con inizio a Mazzo di Valtellina (552 s/m), presenta una lunghezza di circa 12,5 km per un dislivello di 1300 m., la pendenza media è superiore al 10% e vi sono diversi tratti con punte fino al 18%; tra il terzo e il nono chilometro le pendenze non scendono mai sotto l’11%, salvo addolcirsi solo negli ultimi chilometri.
I migliori professionisti lo percorrono in meno di 45′ (Ivan Gotti, che detiene il record, impiegò 42’40” nel Giro del 1996 e 43’10” nel Giro del 1997).
Il versante nord, con inizio a Grosio (656 s/m), fa risparmiare 100 m di dislivello; la pendenza media è inferiore al 10% e la strada è più larga.
Il versante camuno, più facile anche se più lungo, misura 17,2 km, parte da quota 699 m. ed ha una pendenza media del 6,7%. Si parte da Edolo e per il primo tratto di salita si segue la statale della Val Camonica per poi svoltare per Monno (1066 s/m), dove inizia la vera salita di 11,2 chilometri; vi sono alcuni tornanti abbastanza impegnativi ma poi la salita è regolare (circa al 6/7%) fino al quattordicesimo chilometro, dove c’è addirittura un breve falsopiano. Il tratto più duro è in prossimità del sedicesimo chilometro, a quota 1720 m., con più di 500 m. sopra il 10%. Da questo versante il Giro salì una sola volta, nel 1990 (la prima in assoluto sul Mortirolo) e vide transitare per primo sul passo Leonardo Sierra, che poi vinse anche la tappa che si concluse all’Aprica, con partenza da Moena.
Nel maggio del 2006, al km 8 della salita da Mazzo, in località “Piaz de l’acqua”, fu posata una scultura, realizzata da Alberto Pasqual, in memoria di Marco Pantani. Il campione romagnolo è raffigurato durante uno scatto, con le mani basse sul manubrio, voltato a scrutare gli avversari. Sempre nel 2006 il Giro d’Italia regalò grandi emozioni al passaggio in vetta al Mortirolo (versante di Mazzo di Valtellina) del vincitore di quel Giro Ivan Basso con a ruota Gilberto Simoni.

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